Risparmiare Gas

In un momento non proprio felice da un punto di vista economico, per molte famiglie italiane è diventato molto importante cercare di limitare al massimo l’incidenza delle bollette sul bilancio familiare.
Tra le voci che gravano maggiormente, va ricordato il gas per riscaldamento, che può arrivare a pesare per circa 2mila euro su un nucleo familiare.

Costi che sono la conseguenza di una delle tante anomalie italiane, ovvero la presenza, ormai assodata e denunciata dalle associazioni di tutela dei consumatori, di tariffe tra le più care in assoluto a livello europeo. Proprio per questo motivo, occorre cercare di informarsi al meglio sugli accorgimenti che possono limitare il consumo di gas e cercare di capire il modo migliore per intervenire.

Il primo passo: cercare di trovare l’operatore ideale

Se il modo migliore di tagliare le bollette è quello di limitare il consumo di gas, si può però iniziare a risparmiare cercando l’operatore in grado di assicurare una tariffa più bassa rispetto agli altri.
Il modo migliore di procedere in tal senso è quello di comparare le tariffe proposte dai vari gestori, che possono in effetti permettere di ottenere reali vantaggi.

Inoltre, si può cercare di capire se si rientri in una delle fasce che godono di agevolazioni tariffarie come il Bonus sociale gas, ormai operante dal 2009. In pratica le famiglie che hanno Isee sotto i 7500 euro o quelle numerose (tre figli o più) che lo abbiano sotto i 20mila euro, possono ottenere sconti sulla bolletta.

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Altro passo consigliato dagli esperti è il passaggio dal mercato protetto a quello libero, che può assicurare risparmi dell’8% nel caso dei single, del 9,5% ove si tratti di coppie senza figli, raggiungendo il 9,8% per le famiglie ove sono presenti due o tre figli.

Come risparmiare gas con la caldaia

Una volta espletato il primo passo, relativo al gestore, si può quindi affrontare il secondo, quello inerente il dispositivo per la termoregolazione domestica. Si tratta di un aspetto assolutamente decisivo, se solo si considera che nel nostro Paese sono ancora milioni le caldaie praticamente obsolete, che andrebbero sostituite in quanto non in grado di assicurare un funzionamento efficiente.

In tal senso, va ricordato come ormai dal settembre del 2015 anche nel nostro Paese sia stata recepita la norma comunitaria nota come EcoDesign. In pratica, proprio per effetto di questa direttiva, le aziende non possono più costruire modelli che non siano a condensazione. Le caldaie tradizionali possono ancora essere vendute e acquistate, ma soltanto quelle che erano state prodotte prima di quella data.

Ne consegue che una volta terminate le scorte, sarà necessario rivolgersi alla caldaia a condensazione, la cui alta efficienza ed elevato rendimento garantiscono corposi risparmi in termini di gas consumato.
Il motivo di questo risparmio, deriva proprio dal particolare funzionamento della caldaia a condensazione che, a differenza dei modelli convenzionali, sfrutta anche il vapore prodotto dalla combustione evitando che si disperda nell’atmosfera. In tal modo non solo si può verificare un sensibile risparmio in bolletta, che può andare dal 20 al 40% a seconda del modello adottato, ma anche una netta riduzione delle emissioni nocive, soprattutto di anidride carbonica.

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Le detrazioni fiscali per le caldaie a condensazione

I grandi vantaggi assicurati dalla caldaia a condensazione, trovano una contropartita a livello di prezzi, come è del resto logico. Solitamente, infatti, un modello di ultima generazione si attesta su costi che sono all’incirca il doppio rispetto a quelli tradizionali. Nel corso degli ultimi mesi, però, va rilevato come i prezzi siano nettamente calati, con una discesa di svariate centinaia di euro derivanti dall’evoluzione tecnologica e dal migliore funzionamento della filiera commerciale.

Altro fattore che può comportare un netto risparmio in termini di esborso per avere una caldaia a condensazione all’interno della propria abitazione è la leva fiscale. Va infatti ricordato che questo tipo di dispositivi fa parte a pieno titolo di quelli che possono godere dell’Ecobonus, ovvero delle detrazioni fiscali del 65% che premiano le ristrutturazioni fiscali nel senso dell’efficienza energetica. In pratica, sulla cifra che viene spesa per una caldaia, va calcolato il 65% da ripartire in dieci annualità di eguale importo da scalare sulla dichiarazione dei redditi dell’acquirente. Per poterne usufruire, vanno però rispettati alcuni adempimenti burocratici, partendo dalle modalità di pagamento. Occorre infatti pagare obbligatoriamente con bonifico bancario o postale, ricordando inoltre di specificare sulla causale gli estremi fiscali dell’acquirente e quelli della ditta che ha fornito il servizio o il prodotto. In mancanza di questo requisito l’agevolazione non sarà concessa.

Gli interventi di ristrutturazione dell’abitazione

Va però ricordato che risparmiare gas con la caldaia, a condensazione o meno, è sicuramente possibile, ma che lo si può fare ancora di più adeguando la propria abitazione e rendendola più efficiente dal punto di vista energetico.

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Le nostre case, infatti, sono spesso costruite con vizi più o meno evidenti, che permettono la formazione dei ponti termici, ovvero di punti in cui l’umidità trova varchi per entrare. Uno dei modi classici per ovviare alla presenza di questi varchi è l’adozione del cappotto termico, interno o esterno, che però costa molto. Altro modo di ovviare ai difetti in questione può essere la sostituzione degli infissi, ricorrendo ad esempio a quelli dotati di doppio o triplo vetro. Entrambi gli interventi in questione rientrano comunque nel campo di applicazione dell’Ecobonus.

Risparmiare gas usando al meglio la caldaia

Se è possibile risparmiare gas predisponendo la propria abitazione in modo da eliminare i ponti termici e gli altri punti deboli che possono favorire fenomeni di condensa e penetrazione dell’umidità, va anche ricordato come sia possibile farlo utilizzando nel modo più congruo la caldaia, a condensazione o meno.

Ad esempio va ricordato come un dispositivo perfettamente funzionante sia in grado di dare vita ad un rapporto ottimale tra gas consumato e calore emesso. Proprio per questo motivo sarebbe necessario far controllare annualmente la caldaia, o comunque rispettare quanto prescritto al proposito dalla legge.

Inoltre, sarebbe estremamente importante fare in modo da regolare la caldaia alla temperatura adeguata, che secondo gli addetti ai lavori non dovrebbe mai superare i 18°C. Al proposito va infatti sottolineato come l’abbassamento di ogni grado di temperatura del dispositivo possa comportare un risparmio nell’ordine del 6% in bolletta.

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